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utilità e difesa

Il termine generale di Utilità e Difesa (UD) comprende tutte le prove di lavoro per le razze da utilità nelle quali si faccia uso anche del morso, cioè della capacità di incanalare in modo efficace ed equilibrato l’istinto naturale della predatorietà. Sono prove con un fine zootecnico, perché tendono non solo a soddisfare e sviluppare le doti naturali del cane, ma anche a valutare con questo mezzo gli individui che possano meglio mettere a frutto, nella riproduzione, le caratteristiche della razza. Le prove di lavoro hanno un fine primario di utilità sociale e sono correntemente praticate dai cani delle forze dell’ordine: originariamente destinate al pastore tedesco, oggi vedono la partecipazione del pastore belga malinois, del dobermann, del rottweiler, dello schnauzer gigante, del boxer… Ma queste prove si sono affermate anche come attività sportive e possono contemplare la partecipazione di tutte le razze, anzi una di esse (Avviamento) è accessibile anche ai meticci. Si richiede naturalmente un cane che possieda doti naturali di base, fisiche (agilità, potenza, resistenza) e psichiche (forte tempra, alto temperamento, istinto di protezione, equilibrio) atte a questo tipo di addestramento. Ma altrettanto fondamentale è il rapporto corretto e profondo col conduttore, che dovrà diventare un’impeccabile obbedienza fondata sulla fiducia reciproca. Contrariamente a quanto fa circolare una divulgazione superficiale e ignorante, l’addestramento all’UD non cerca assolutamente di esaltare l’aggressività del cane. I cani che lo praticano correttamente godono del suo aspetto ludico, che esalta piuttosto la predatorietà (il figurante che offre al cane la sua manica imbottita e sfilabile non ha alcun timore di essere aggredito). Anzi, il buon cane da utilità è il cane più controllato che ci sia ed è anche un buon cane da famiglia. Tanto è vero che per essere ammesso alle prove di lavoro il cane deve superare il test BH (Begleithundeprüfung) in cui si valuta rigorosamente non solo l’obbedienza, ma anche la sua reazione in ambiente cittadino, di fronte ad altri cani o a persone; così come avviene in altre prove accessorie come il CAL (Certificato di attitudine al lavoro). Con le prove di lavoro si conseguono i brevetti IPO (Internationale Prüfungsordnung), di difficoltà crescente e di valore internazionale, e i due brevetti ENCI, validi in Italia. Una prova IPO è a sua volta costituita di tre prove: pista (A), in cui si valuta l’uso disciplinato del fiuto; obbedienza (B), in cui si eseguono vari esercizi e si valuta l’intensità del rapporto con il conduttore; difesa (C), in cui il cane si cimenta nella ricerca del figurante, lo ferma se simula la fuga, lo “attacca” mordendo e poi lasciando, su ordine del conduttore, la sua manica imbottita, dimostrando a un tempo la forza del carattere e l’autocontrollo. A cane equilibrato deve corrispondere conduttore equilibrato… e questo ci permette di sfatare un’altra leggenda, quella sul preteso maltrattamento del cane. Il binomio di UD, se impostato correttamente, è fondato sull’assoluto rispetto reciproco. Il regolamento delle prove di lavoro, anzi, è così rigido in proposito da prevedere la squalifica se solo il cane mostri sottomissione timorosa verso il conduttore. La pratica dell’addestramento al lavoro richiede passione, costanza e anche un po’ di sacrificio, ma sia il cane sia il conduttore ne sono largamente premiati. Se avete voglia di mettervi alla prova, vi aspettiamo.


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